4 novembre: discorso del Sindaco

Rivolgo il saluto a tutte le Autorità civili e militari, ai rappresentanti della Associazione Combattenti e Reduci, a quella degli Invalidi e Mutilati, alla Associazione Carabinieri in congedo e a tutti Voi che siete qui raccolti davanti al Monumento dei Caduti.

 

Un grazie a tutti i dirigenti scolastici che anche quest’anno hanno consentito la partecipazione degli alunni che con la loro presenza rendono ancora più significativa la celebrazione del 4 Novembre.

 

Quest’anno,poi, ho una ragione in più per celebrare questa ricorrenza perché nei giorni scorsi ho incontrato due persone, che sono ricoverate presso la residenza Heliopolis, che hanno fatto uno, la battaglia di Cefalonia, l’altro la campagna di Russia. Essi mi hanno raccontato le loro esperienze, le loro sofferenze le loro fatiche vissute durante il periodo della guerra.

Spesse volte combattevano allo sbaraglio, senza ordini, con poca preparazione, con incertezza sul da farsi e senza i mezzi necessari. Ma tutte e due le persone avevano nel cuore il senso del sacrificio, dell’ubbidienza e del dovere di servire la nostra Patria.

Credetemi, quando la guerra viene raccontata dal vivo, da chi l’ha combattuta, si viene presi da una emozione che non si può spiegare a parole ma che ti lascia il segno perché non puoi rimanere insensibile e indifferente. Per ragioni di riservatezza non cito i loro nomi ma alcune spressioni,come:”le canne dei mortai bruciavano e se le toccavi ti lasciavano le bolle dolorose sui polpastrelli e poi i flash delle bocche di fuoco spalancate ad ogni colpo: un lampo e il buio, un lampo e il buio poi… d’improvviso un silenzio, un silenzio da cimitero. Quanto tempo durasse quel silenzio ora non lo saprei perché il tempo del passato ha dentro tali palpiti, tali sentimenti, tali azioni istintive che non puoi più scordare”

L’altra persona, invece, con tanta umiltà e con gli occhi umidi mi ha raccontato della sua permanenza in Russia dal Luglio 1941 al Dicembre 1942 ricordando che sono partiti in 250 mila e sono tornati in 60/70 mila. Un inverno passato a 35 gradi sotto zero con pochi mezzi e con un’armata smembrata , senza istruzioni e spesso isolata. Il racconto del ritorno in Patria mi ha inorridito giorni e giorni passati in treno su un vagone tutto chiuso senza cibo e senza sapere quale fosse la destinazione. Sottolineava come tutto questo fosse la distruzione psicologica e morale della persona.

Ho riassunto in poche parole quello che le due persone che ho incontrato mi hanno raccontato , ci sarebbero tanti altri  episodi e particolari ma  credo che questi pochi cenni servano per farci capire ancora di più l’opportunità di continuare a celebrare le ricorrenze storiche.

E’ un dovere di tutti rendere omaggio e ricordare tutti coloro che hanno perso la vita o sacrificato gli anni migliori della gioventù per servire la Patria.

 

Oggi 4 Novembre commemoriamo la fine della grande guerra e celebriamo  la Festa delle Forze Armate e dell’Unità d’Italia ed è il giorno in cui si ricordano indistintamente tutti coloro che si sono battuti e sacrificati affinchè il nostro Paese fosse libero, unito e democratico.

Facciamo in modo che la commemorazione che stiamo celebrando davanti al Monumento dei Caduti non  sia retorica ma un modo per dire che tutti noi vogliamo: la Pace.

 

Che bello se il 4 Novembre potesse essere il giorno della Pace, della Solidarietà, della Giustizia.

Viva il 4 Novembre, viva le Forze Armate,viva la Democrazia.

                                                          

Il Sindaco

Giovanni Castoldi

 

4 Novembre 2009

 





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